ASSUMERE MAO SIGNIFICA ASSUMERE STALIN ED IL MATERIALISMO DIALETTICO

Il 5 marzo di quest’anno è caduto il settantesimo anniversario della morte di Stalin. Per quanto sia opportuno celebrare la nascita dei grandi maestri e leader del Movimento Comunista Internazionale è anche necessario ricordare il loro immortale operato negli anniversari delle date della loro morte. L’attualità della questione di Stalin e l’importanza di una corretta impostazione rispetto alla valutazione del suo operato gioca ancora oggi un ruolo decisivo e discriminante tra concezioni proletarie rivoluzionarie e concezioni reazionarie.

“Il materialismo dialettico è la concezione del mondo del partito marxista-leninista. Si chiama materialismo dialettico perché il suo modo di considerare i fenomeni della natura, il suo metodo per investigare e per conoscere i fenomeni della natura è dialettico, mentre la sua interpretazione, la sua concezione di questi fenomeni, la sua teoria, è materialistica. Il materialismo storico estende i princìpi del materialismo dialettico allo studio della vita sociale, li applica ai fenomeni della vita sociale, allo studio della società, allo studio della storia della società” (Josif Stalin, “Del materialismo dialettico e del materialismo storico”, 1938).

La questione di Stalin è indissolubilmente collegata a quella di Mao. Chi attacca Mao non può che dare una versione dogmatica e revisionista dell’opera di Stalin. Chi attacca Stalin non può che minare il marxismo-leninismo ossia il secondo stadio dello sviluppo del marxismo, lo stadio sul quale si è successivamente elevato il maoismo.

Esiste nei paesi imperialisti una profonda tradizione revisionista che rivendica formalmente Mao Zedong, ma che poi di fatto lo revisiona e deforma sul piano politico, ideologico e culturale. L’attacco a Stalin ed al materialismo-dialettico è spesso parte integrante di questo tipo di operazioni. Mao Zedong è assunto in modo superficiale, caricaturale, folkloristico oppure solo le sue teorie vengono modificate, cambiate, “adattate” alle esigenze del momento. In altri casi le teorie di Mao sussistono solo in forma esteriore mentre l’effettivo contenuto è dato da altre tendenze come il troskijsmo, il bordighismo, l’operaismo, l’anarcosindacalismo, il guevarismo ed il fuochismo ecc. In Francia per es. negli anni 1960-1970 da un lato c’era la Gauche Prolétarienne che affermava di richiamarsi al maoismo ma poi rigettava i principi marxisti-leninisti ed in generale il materialismo storico-dialettico, mentre dall’altro, il Partito Comunista Marxista-Leninista di Francia rivendicava Mao Zedong solo come forma di contrapposizione al Partito Comunista Francese dell’epoca senza che a tutto questo corrispondesse un effettivo tendere verso l’assunzione del marxismo-leninismo-maoismo. Dalla fine degli anni ’70 agli anni 2000, l’unica organizzazione che in Francia si presentava come “maoista” era Voie Prolétarienne, ma anche in questo caso veniva rigettato Stalin e il materialismo dialettico. Ma questo non è solo specifico della Francia. In Canada, il Partito Comunista Rivoluzionario rifiuta analogamente Stalin e il materialismo dialettico. In Spagna il cosiddetto Partito comunista ricostruito di Spagna ha rigettato  il maoismo ed avanzato elementi per la ricostruzione della Storia del Partito Comunista di Spagna e della guerra civile che non rendono giustizia alle posizioni di fondo e al programma di questo partito, che ne negano i nessi con la Terza Internazionale e che, rigettando il maoismo, non sono in grado di cogliere gli effettivi limiti che pure si sono dati  nell’operato dei comunisti spagnoli nella loro immane epopea della guerra antifascista contro un avversario ampiamente sostenuto dalla potenza militare dell’imperialismo tedesco e dall’ampio apporto di quello italiano.

In Italia gruppi come i Carc e il (nuovo) Partito Comunista Italiano “accettano” Stalin ma poi, nonostante le apparenze, rompono il nesso tra il marxismo-leninismo ed il maoismo, teorizzano e praticano l’eclettismo e rifiutano il materialismo dialettico. Avanzano teorie troskijste per interpretare la questione del fascismo e per spiegare la natura sociale dell’ex URSS ed affermano che le teorie di Mao Zedong sul social-imperialismo sono dogmatiche ed errate (si vedano le registrazioni-video dell’ultimo congresso dei Carc). Su un altro versante il gruppo di Proletari Comunisti-PCm ripropone da “sinistra” posizioni operaiste, trotskijste e bordighiste, che si muovono in sintonia con le posizioni assunte dal PCR(USA) e dal suo leader Avakian negli anni Ottanta, prima della svolta della cosiddetta “Nuova Sintesi”. Concezioni che rinnegano Stalin sostanzialmente e la posizione di Mao sul VII congresso del Comintern. Queste organizzazioni nei fatti trafficano, in modo non tanto celato con il marxismo-leninismo, con Stalin e con il maoismo. 

Ricordiamo dunque qui brevemente alcuni punti di vista di Mao Zedong, che faciliteranno la comprensione e l’inquadramento di queste questioni. Partiamo dal fatto che per Mao Zedong l’ideologia comunista è un sistema teorico e non un insieme di idee tra le quali scegliere arbitrariamente ciò che più piace o che fa maggiormente comodo.

Mao Zedong è molto chiaro: “Il comunismo è il sistema completo dell’ideologia proletaria insieme a un nuovo regime sociale. Questa ideologia e questo regime sociale differiscono da qualsiasi altra ideologia e da qualsiasi altro regime sociale; sono i più perfetti, i più progressisti, i più rivoluzionari, i più razionali di tutta la storia umana”, Sulla Nuova Democrazia (gennaio 1940).

E quando Mao Zedong parla di un “sistema completo di ideologia proletaria”, rivendica il carattere scientifico assoluto di questo sistema. Non è una semplice “possibilità” che sarebbe quella “migliore” per l’umanità come il revisionista Avakian predica negli Stati Uniti. Mao Zedong dice:

“Alla fine, il regime socialista sostituirà il regime capitalista; è una legge oggettiva, indipendente dalla volontà umana. Quali che siano gli sforzi dei reazionari per frenare la ruota della storia nel suo movimento in avanti, la rivoluzione prima o poi scoppierà e sarà necessariamente vittoriosa.” (Discorso alla riunione del Soviet Supremo dell’URSS per la celebrazione del 40° anniversario della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, 6 novembre 1957)

Si parla di “legge oggettiva, indipendente dalla volontà umana”. Questo principio è in completa contraddizione con le opinioni dei falsi maoisti. I falsi maoisti sono obbligati ad essere contro Mao e contro Stalin per negarne l’implacabile carattere scientifico, così come sistematicamente “dimenticano” Engels.

Ricordiamo qui le famose parole di Mao Zedong, nel novembre 1956: “Secondo me ci sono due ‘spade’: una è Lenin e l’altra è Stalin.  La spada rappresentata da Stalin, i russi ora l’hanno gettata via. Gomulka e alcuni ungheresi lo raccolsero per colpire l’Unione Sovietica, per combattere il cosiddetto stalinismo. Anche gli imperialisti usano questa spada per uccidere le persone; Dulles, per esempio, ha tenuto duro per un po’… Noi cinesi non l’abbiamo rifiutata. Quanto alla spada che è Lenin, non fu anch’essa, in un certo senso, respinta dai dirigenti sovietici? A mio parere, lo è stato in misura piuttosto ampia. La Rivoluzione d’Ottobre è ancora valida? Può ancora servire da esempio per diversi paesi? Il rapporto di Kruscev afferma che è possibile salire al potere con mezzi parlamentari; questo significa che altri paesi non avrebbero più bisogno di seguire l’esempio della Rivoluzione d’Ottobre. Una volta che questa porta è spalancata, il leninismo è praticamente buttato fuori”.

Lenin e Stalin sono inseparabili per quanto riguarda il leninismo; Stalin in questo senso fu un implacabile continuatore dell’opera rivoluzionaria di Lenin nell’edificazione del primo Stato di dittatura del proletariato come fu l’Unione Sovietica dal 1917 al 1953.

E non si tratta di fare un’associazione puramente formale, si tratta di contenuto. Così spiegò Mao Zedong nel 1939: “Celebrare Stalin non è una formalità. Celebrare Stalin è schierarsi per lui, per la sua opera, per la vittoria del socialismo, per il cammino che indica all’umanità, è dichiararsi per lui come per un carissimo amico. Perché la stragrande maggioranza degli uomini oggi vive nella sofferenza, e può liberarsene solo seguendo la via indicata da Stalin e con il suo aiuto. (Mao Zedong, Stalin, amico del popolo cinese, 1939)

Questo è molto chiaro e, a meno che non si ritenesse che Mao Zedong mentiva per opportunismo e per interessi momentanei – cosa che i revisionisti sono certamente disposti a fare – è assolutamente inequivocabile. Diamo anche un’occhiata a ciò che il Partito Comunista Cinese diceva 40 anni dopo. Troviamo le stesse tesi.  Durante tutto questo tempo sarebbe stato ampiamente possibile per i comunisti della Cina – se i revisionisti avessero avuto ragione– cambiare opinione su questo argomento: “Quando l’URSS era governata da Lenin e Stalin, era un prestigioso paese socialista. Ma dopo la morte di Stalin, la cricca rinnegata Krusciov-Breznev scatenò un colpo di stato controrivoluzionario e usurpò il potere supremo dal Partito dell’Unione Sovietica. Ha ripristinato il capitalismo su larga scala e ha trasformato l’URSS in uno stato social-imperialista.” (PC della Cina, Il social-imperialismo sovietico fa parte dell’imperialismo mondiale, 1975).

Dopo aver letto questo, possiamo davvero pensare che l’URSS di Stalin non fosse “socialista” e contrapporre Stalin a Mao Zedong e Mao Zedong a Stalin?

No, non possiamo, eppure questa operazione, come abbiamo visto, viene ancora oggi riproposta da varie forze revisioniste ed opportuniste in tanti paesi del mondo. Qui in Italia dai Carc-(nuovo)PCI e Proletari Comunisti-PCm.

Pertanto come Nuova Egemonia, un metodo per smascherare i falsi maoisti, che negano da una parte Stalin e dall’altra lo stesso Mao, è quello di assumere il materialismo dialettico e procedere in modo marxista-leninista-maoista.

Alzare la bandiera del maoismo nel nome di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao

Assumere i contributi e le indicazioni del Pensiero Gonzalo, di Antonio Gramsci e degli altri grandi leader del MCI e del movimento maoista internazionale.

NUOVA EGEMONIA

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