BRASILE: NELLA CRISI DEL CAPITALISMO BUROCRATICO AVANZA LA PROSPETTIVA DELLA RIVOLUZIONE DI NUOVA DEMOCRAZIA

In tutto il mondo, in primo luogo nei paesi oppressi dal capitalismo burocratico, la crisi economica e politica sta alimentando la tendenza alla rivoluzione proletaria mondiale. Il motore di questa crisi è rappresentato dalla fase terminale dell’imperialismo.

Il sistema imperialista oggi non può più contare su una qualche prospettiva di sviluppo e che non può più mettere in campo una superpotenza o uno schieramento di potenze imperialiste in grado di vincere realmente la guerra inter-imperialista per l’egemonia su scala mondiale e di stabilizzare successivamente, almeno per una certa fase, la situazione.    

Tutto questo, per quanto riguarda il Brasile, è ulteriormente evidenziato dagli eventi relativi all’iniziativa del movimento capeggiato da Bolsonaro ormai in corso da vari mesi, accentuatasi particolarmente nelle ultime settimane, volta a determinare le condizioni favorevoli per un golpe militare.    

La lotta tra le varie frazioni della classe dominante, tutte in un modo o nell’altro legate al sistema imperialista, si accentua creando condizioni più favorevoli per l’iniziatica dei marxisti-leninisti-maoisti del Brasile e per l’inizio e lo sviluppo di una rivoluzione di Nuova Democrazia.    

Oggi i revisionisti e gli opportunisti di destra e di “sinistra” (in primo luogo i trotskijsti) in vari paesi del mondo appoggiano le misure volute da Lula contro il movimento di Bolsonaro e auspicano che Lula si faccia promotore di un movimento di massa antimperialista. In ogni caso appoggiano una linea che invoca una lotta comune contro Bolsonaro. L’idea di fondo di tutte queste posizioni è che oggi sia necessario schierarsi con Lula contro Bolsonaro o, per lo meno, appoggiare il primo contro il secondo. Questa impostazione nasconde che la lotta tra i sostenitori di Bolsonaro e quelli di Lula non è una lotta per la democrazia, per il progresso, per la liberazione del popolo brasiliano dal fascismo, dal capitalismo burocratico e dall’imperialismo, ma una ​lotta tra due fazioni del capitalismo burocratico per l’egemonia sulle masse popolari, ​negli interessi del capitalismo burocratico e dell’imperialismo.   

Affermare oggi che in Brasile un movimento di massa caratterizzato da un fronte di partiti e organizzazioni reazionarie e opportuniste può sbarrare la strada al fascismo, da un lato significa nascondere che il fascismo è insito direttamente nel capitalismo burocratico e, dall’altro, sostenere una linea riformista.

Una linea dunque che, nel migliore dei casi, non può che portare a una contrapposizione frontale tra un movimento resistenziale e insurrezionale di massa eterogeneo politicamente e confuso ideologicamente e un apparato statale ben organizzato politicamente e militarmente, quindi in grado di liquidare facilmente un movimento di questo tipo. D’altronde l’esperienza dei vari golpe che si sono succeduti nel passato, in particolare nei paesi dell’America Latina e Centrale, dimostra come il riformismo e il movimentismo resistenziale e insurrezionalista abbiano contribuito a determinare pesanti e dolorose sconfitte per il proletariato e le masse popolari e contadine che si sono lasciate egemonizzare da simili posizioni.   

La pretesa di spacciare come “guerra popolare” queste concezioni riformiste, movimentiste e insurrezionaliste di stampo trotskijsta non è altro che la proposta e la pratica di una nuova forma di revisionismo che si presenta su scala internazionale nella veste del marxismo-leninismo-maoismo.   

​Già da diversi anni i marxisti-leninisti-maoisti brasiliani, con un non indifferente seguito di massa, si stanno invece muovendo con l’intento guidare le masse popolari, i contadini e la classe operaia nella lotta al capitalismo burocratico, ai latifondisti e alla borghesia compradora legata all’imperialismo straniero, principalmente l’imperialismo americano, con l’intento di sviluppare queste contraddizioni nel quadro di  una guerra popolare contro il semi-feudalesimo, l’imperialismo e la reazione.  

La questione posta dalla crisi del capitalismo burocratico è quella della lotta per il potere, della guerra popolare per la costruzione e l’affermazione di uno stato di Nuova Democrazia.

In questo quadro i marxisti-leninisti-maoisti del Brasile sapranno sicuramente utilizzare le opportunità offerte di volta in volta dall’accentuarsi della crisi politica e statale, dall’inasprirsi della lotta per l’egemonia tra Bolsonaro e Lula, per sviluppare nel modo migliore questa linea e quest’attività senza cadere nelle trappole tese al proletariato e ai settori contadini d’avanguardia dai revisionisti, dai riformisti e dai trotskijsti di turno.   

Contro i fascisti di Bolsonaro e i socialfascisti di Lula   

Contro le illusioni riformiste e movimentiste   

Appoggiamo la lotta dei maoisti brasiliani per la rivoluzione di Nuova Democrazia  

NUOVA EGEMONIA

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