Opuscolo in pdf, formato A4.
La redazione di Nuova Egemonia ha pubblicato il 16 giugno una critica puntuale e dettagliata[1] dell’articolato documento teorico-politico di convocazione del Convegno dell’11 giugno di Milano indetta da TIR, Fronte Comunista, FdGC, Laboratorio ISKRA. Si è trattato di un documento che è circolato per varie settimane prima del Convegno e che ha ricevuto l’adesione di varie realtà politiche.
Non era possibile per la nostra redazione, che fa riferimento al M-L-M, aderire ad un tale documento a causa delle sue concezioni teoriche e posizioni politiche, che abbiamo definito (vedi nota n.1) bordighiste, massimaliste, economiciste ed apripista, nell’estrema sinistra e nei movimenti di opposizione, a logiche di sottovalutazione dei processi di fascistizzazione in atto nel nostro paese.
Nel nostro documento di critica, pubblicato il 16 giugno nel sito di Nuova Egemonia, abbiamo anche criticato il gruppo di Proletari Comunisti che aveva deciso, nonostante tutto questo, di aderire al Convegno dell’11 giugno[2] sulla base del documento di convocazione di TIR e delle altre forze promotrici.
per leggere il documento in pdf
Milano: per una critica delle posizioni di Proletari Comunisti sul Convegno dell’11 giugno
[1] https://nuovaegemonia.com/wp-content/uploads/2023/06/milano-11-giugno-i-guai-di-un-impostazione-bordighista.pdf
[2] “Il documento di indizione dell’assemblea dell’11 giugno e tutto il progetto che lascia intravedere è steso sotto l’egemonia di un insieme di concezioni che possono legittimamente venire ricondotte al bordighismo. Che il Fronte della gioventù comunista, che dice di richiamarsi al marxismo-leninismo, si faccia tranquillamente egemonizzare dai bordighisti non dovrebbe stupire visto che il KKE, a cui il Fronte guarda come modello, propone una sintesi singolare tra marxismo-leninismo e trotskijsmo ed è quindi di fatto abbastanza vicino, come posizioni, al bordighismo. Dovrebbe stupire maggiormente, invece, il fatto che anche forze come Proletari Comunisti-PCm (che evidentemente si richiamano impropriamente al “maoismo”) abbiano deciso di aderire”.